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	<title>cu_i comunicazione umanistica integrata &#124; produzione ideazione eventi culturali pescara  &ndash;  umanità</title>
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		<title>Edgar Morin: un umanesimo rigenerato</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 20:58:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riportiamo un messaggio scritto da Edgar Morin a Riccardo Mazzeo, suo traduttore per l&#8217;Italia, e da questi pubblicato nella nostra lingua per doppiozero.com il 1/ aprile 2020 Una riflessione di chi, da sempre, illumina la riflessione contemporanea rispetto ai temi della complessità, della visione sistemica, della pedagogia, delle relazioni tra uomini. Il filosofo osserva la contingenza attuale come&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riportiamo un messaggio scritto da Edgar Morin a Riccardo Mazzeo, suo traduttore per l&#8217;Italia, e da questi pubblicato nella nostra lingua per <a href="http://doppiozero.com">doppiozero.com</a> il 1/ aprile 2020</p>
<p style="text-align: justify;">Una riflessione di chi, da sempre, illumina la riflessione contemporanea rispetto ai temi della complessità, della visione sistemica, della pedagogia, delle relazioni tra uomini. Il filosofo osserva la contingenza attuale come un modello istruttivo, nella sua straordinarietà e nella forzata semplificazione a cui sottomette gli scenari globali, facendo emergere nitidamente confini e interconnessioni tra noi, l&#8217;altro, il pianeta. In calce al testo, riportiamo una intervista fatta a Morin , coerente con la riflessione in oggetto, direttamente dalla viva voce del filosofo.</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 0.8em; font-weight: bold;"><em>Fonte: <a href="https://www.doppiozero.com/materiali/un-umanesimo-rigenerato" target="_blank">www.doppiozero.com</a><br />
</em><em>Traduzione: Riccardo Mazzeo</em></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;esplosione del Coronavirus siamo assoggettati a un isolamento fisico ma disponiamo di mezzi di comunicazione in parole (telefono), immagini (i video su Whatsapp e sui social, Skype), testi (email) e disponiamo di radio e TV che ci mettono in comunicazione con gli altri e con il mondo; allo stadio attuale, in risposta alla segregazione, ci siamo aperti e siamo diventati più attenti e solidali gli uni con gli altri. La vita di coppia o di famiglia migliora, a parte le coppie infernali. Sono i solitari senza telefono né televisore, e soprattutto i non confinati, vale a dire i senzatetto, a essere le vittime assolute dell&#8217;isolamento, tanto più che sono dimenticati dal potere e dai media.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto mi riguarda, pur subendo l&#8217;isolamento fisico, mi sono sentito proiettato psichicamente in una comunicazione e una comunione permanenti. Non solo attraverso gli scambi sms, email, telefoni e videochiamate con le mie figlie, i miei familiari, le persone che amo, i miei amici, ma anche attraverso informazioni che non solo ricevo dalla TV ma che continuo a ricercare in numerosi documenti su internet, ovviamente medici ma anche riguardanti tutti gli aspetti della crisi. Mi sono sentito intensamente partecipe, non foss&#8217;altro che per lo stesso isolamento, al destino nazionale e al cataclisma planetario. Mi sono sentito più che mai proiettato nell&#8217;avventura incerta e sconosciuta della nostra specie. Ho sentito più forte che mai la comunità di destino di tutta l&#8217;umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente siamo di fronte a una tripla crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi biologica di una pandemia che minaccia indistintamente le nostre vite e supera le capacità ospedaliere, soprattutto là dove le politiche neoliberiste non hanno mai smesso di ridurle.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi economica, nata dalle misure di restrizione assunte contro la pandemia che rallentano o arrestano le attività produttive, di lavoro, di trasporto, non potrà che aggravarsi se l&#8217;isolamento diventasse durevole.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi di civiltà: passiamo bruscamente da una civiltà della mobilità a un obbligo di immobilità. Vivevamo principalmente all&#8217;esterno, al lavoro, al ristorante, al cinema, agli incontri, alle feste, ed eccoci costretti alla sedentarietà e all&#8217;intimità. Consumavamo sotto l&#8217;influenza del consumismo, cioè la dipendenza da prodotti di qualità mediocre e virtù illusorie, l&#8217;incitamento all&#8217;apparentemente nuovo, alla ricerca del più invece che del meglio. L&#8217;isolamento potrebbe costituire un&#8217;opportunità di disintossicazione mentale e fisica che ci permetterebbe di selezionare ciò che è importante e rifiutare ciò che è frivolo, superfluo, illusorio. Ciò che importa è naturalmente l&#8217;amore, l&#8217;amicizia, la solidarietà, la fraternità, la fioritura dell&#8217;Io in un Noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto questo profilo l&#8217;isolamento potrebbe suscitare una crisi esistenziale salutare in cui rifletteremmo sul senso delle nostre vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste crisi sono interdipendenti e si alimentano a vicenda. Più si aggrava una, più questa aggrava le altre. Se una diminuisce, essa diminuirà le altre. Così, finché l&#8217;epidemia non regredirà, le restrizioni saranno sempre più forti e l&#8217;isolamento sarà vissuto sempre di più come un impedimento (di lavorare, di fare sport, di andare alle riunioni e agli spettacoli, di curarsi la sciatica o i denti ecc.).</p>
<p>Più profondamente, questa crisi è antropologica: ci rivela il lato debole e vulnerabile della formidabile potenza umana, ci rivela al tempo stesso che l&#8217;unificazione tecnoeconomica del globo ha creato non solo un&#8217;interdipendenza generalizzata, ma anche una comunità di destino senza solidarietà. Questa crisi molteplice dovrebbe suscitare una crisi del pensiero politico e del pensiero in senso stretto. L&#8217;economia che fagocita la politica, l&#8217;ideologia neoliberista che fagocita gli aspetti economici, l&#8217;intelligenza del calcolo che fagocita l&#8217;intelligenza riflessiva, tutto ciò impedisce di concepire gli imperativi complessi che si impongono: combinare la mondializzazione (per tutto ciò che è cooperativo) e la demondializzazione (per salvare i territori desertificati, le autonomie di sussistenza e sanitarie delle nazioni); combinare sviluppo (che comporta quello, positivo, dell&#8217;individualismo) e coesione (che è solidarietà e comunità); combinare crescita e decrescita (determinando quel che deve crescere e quel che deve decrescere). La crescita porta in sé la vitalità economica, la decrescita porta in sé la salvezza ecologica e il disinquinamento generalizzato. L&#8217;associazione di ciò che sembra contraddittorio è qui logicamente necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta siamo in guerra contro un nemico esterno, ma questo nemico è spalleggiato da un nemico interno dell&#8217;homo sapiens/demens, che lo rende incessantemente cieco o delirante. Non vedo come si potrebbe esortare gli spiriti e le intelligenze ad affrontare la complessità dell&#8217;umano, della vita, della società, del mondo, senza una riforma dell&#8217;educazione e della formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo, abbiamo bisogno di un umanesimo rinvigorito e rigenerato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;umanesimo ha assunto due volti antinomici in Europa. Il primo è quello della quasi divinizzazione dell&#8217;umano, destinato a padroneggiare la natura. L&#8217;altro umanesimo è stato formulato da Montaigne in una frase: “Riconosco in ogni uomo un mio compatriota”. Bisogna abbandonare il primo e rigenerare il secondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto la definizione dell&#8217;umano non può limitarsi all&#8217;idea di individuo. L&#8217;umano si definisce con tre termini altrettanto inseparabili l&#8217;uno dall&#8217;altro di quelli della trinità: l&#8217;umano è al tempo stesso un individuo, una parte, un momento della specie umana, e una parte, un momento di una società. È al tempo stesso individuale, biologico, sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;umanesimo non potrebbe ormai ignorare il nostro legame ombelicale con la vita e il nostro legame ombelicale con l&#8217;universo. Non potrebbe dimenticare che la natura è in noi così come noi siamo nella natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fondamento intellettuale dell&#8217;umanesimo rigenerato è la ragione sensibile e complessa. Non bisogna seguire soltanto l&#8217;assioma “Non c&#8217;è ragione senza passione, non c&#8217;è passione senza ragione”, ma la nostra ragione deve sempre essere sensibile a tutto ciò che riguarda gli esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;umanesimo rigenerato si abbevera coscientemente alle fonti dell&#8217;etica, presenti in tutte le società umane, che sono la solidarietà e la responsabilità. La solidarietà suscita la responsabilità e la responsabilità suscita la solidarietà. Queste fonti restano presenti, ma in parte prosciugate e inaridite nella nostra civiltà per effetto dell&#8217;individualismo, della dominazione del profitto, della burocratizzazione generalizzata. L&#8217;umanesimo deve mostrare la necessità di rivitalizzare la solidarietà e la responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;umanesimo rigenerato è essenzialmente un umanesimo planetario. L&#8217;umanesimo di prima ignorava l&#8217;interdipendenza concreta fra tutti gli umani divenuta comunità di destino, creata dalla mondializzazione e che questa accresce continuamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché l&#8217;umanità è minacciata da pericoli mortali (moltiplicazione delle armi nucleari, esplosione di fanatismi e moltiplicazione di guerre civili internazionalizzate, deterioramento accelerato della biosfera, crisi e deregolamentazioni di un&#8217;economia dominata da una speculazione finanziaria scatenata), a cui si aggiunge ormai la pandemia virale che aumenta questi pericoli, la vita della specie umana e, inseparabilmente, quella della biosfera, diviene una priorità.</p>
<p style="text-align: justify;">Affinché l&#8217;umanità possa sopravvivere, essa deve effettuare una metamorfosi. Jaspers aveva detto poco tempo dopo la Seconda guerra mondiale: “Se l&#8217;umanità vuole continuare a vivere, deve cambiare”.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;umanesimo, a mio avviso, non è soltanto la coscienza della solidarietà umana, ma anche il sentimento di trovarsi all&#8217;interno di un&#8217;avventura sconosciuta e incredibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa avventura sconosciuta ciascuno fa parte di un grande essere costituito da sette miliardi di umani, come una cellula fa parte di un corpo fra centinaia di miliardi di altre cellule.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciascuno partecipa a questo infinito, a questa incompiutezza, a questa realtà così profondamente intessuta di sogno, a questo essere fatto di dolore, di gioia e di incertezza che è in noi così come noi siamo in lui&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ciascuno di noi fa parte di questa avventura inaudita, all&#8217;interno dell&#8217;avventura a sua volta stupefacente dell&#8217;universo. Reca in sé la sua ignoranza, il suo inesplorato, il suo mistero, la sua follia nella sua ragione, la sua incoscienza nella sua coscienza, e ciascuno porta in sé l&#8217;ignoranza, l&#8217;inesplorato, il mistero, la follia, la ragione dell&#8217;avventura più che mai incerta, più che mai terrificante, più che mai esaltante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Edgar Morin</strong></p>
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<p style="text-align: left;"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffronteirasweb%2Fvideos%2F2977837498895177%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
</th>
<th width="10%">
</th>
<th style="text-align: right;">Comprendere la contemporaneità, secondo Morin, è capire che la diversità è la manifestazione dell&#8217;unità. La cultura, un concetto universale. Tuttavia, non esiste cultura come l&#8217;altra. La lingua, un concetto universale. Tuttavia, le lingue sono diverse nelle loro manifestazioni. Quando comprendiamo questa relazione, dice il pensatore, smettiamo di voler omogeneizzare le forme e siamo in grado di relazionarci come umanità.</th>
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		<title>Quella casa sei tu: una messaggio da Eckhart Tolle</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 23:46:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riportiamo per intero la trascrizione in italiano del video messaggio di Eckhart Tolle, accludendo una breve nota biografica. Trascrizione e traduzione a cura di Marco Passerini  (cu_i comunicazione umanistica integrata). Vorrei condividere con voi un breve passaggio dalla bibbia (succede spesso che leggo nella Bibbia un insegnamento). Questo è dal nuovo testamento ed è una&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/wKpmXhGVMxI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo per intero la trascrizione in italiano del video messaggio di <strong>Eckhart Tolle</strong>, accludendo una breve <strong>nota biografica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Trascrizione e traduzione a cura di Marco Passerini  (cu_i comunicazione umanistica integrata).</span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 60px;"><strong>Vorrei condividere con voi un breve passaggio dalla bibbia (succede spesso che leggo nella Bibbia un insegnamento).</strong><br />
<strong> Questo è dal nuovo testamento ed è una parabola che Gesù racconta, che è molto profonda e molto adatta per il tempo presente.</strong></p>
<blockquote><p>Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo che costruisce la sua casa, che scava profondamente e pone le fondamenta sulla roccia.<br />
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata solidamente sulla roccia.<br />
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà come a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e fu completamente distrutta. (Mt 7,21.24-27)</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Capiamo il significato profondo di questa parabola.</p>
<p style="text-align: justify;">«Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica» significa &#8216;chiunque ascolta l’insegnamento e lo mette in pratica&#8217; e, certamente, l’insegnamento di Gesù, è &#8216;trova il regno dei cieli che è dentro di te&#8217; e non da qualche altra parte nello spazio o nel tempo, &#8216;trova la dimensione trascendente'; «il regno dei cieli che è dentro di te» significa la dimensione più profonda o la dimensione più alta della coscienza, accessibile a chiunque.<br />
L’uomo che costruisce la casa sei tu, la casa sei tu, arrivano le onde, arriva la pioggia e batte contro la casa, e questo significa qualche forma di avversità che incontriamo, come inevitabilmente succede nella vita, qualche forma di avversità molto estrema, a livello personale oppure a livello collettivo, come quella che stiamo vivendo.<br />
Ora, se tu non sei andato abbastanza in profondità perché, ricorda, tu sei la casa, se non sei andato abbastanza in profondità, non hai trovato niente al di là della mente pensante e concettuale, allora le onde la pioggia e il vento, l’avversità &#8211; qualunque essa sia e in questo caso sappiamo di cosa si tratta &#8211; ti devasterà.<br />
<strong>E anche se non ti ammali e anche se non contrai il virus la paura ti consumerà, come sta consumando milioni di esseri umani in questo momento.</strong><br />
Perché hai paura? Cos’è la paura?<br />
La paura è una forma pensiero, tu proietti te stesso in qualche momento futuro e non sei presente, perché se tu fossi presente capiresti che in questo momento non c’è niente di cui avere paura: solo quando tu lasci questo momento allora la paura aumenta come forma pensiero che  crea un’emozione.<br />
Cosa significa allora scavare profondamente e trovare le fondamenta sulla roccia? Che cos’é quella roccia, il fondamento della casa che tu sei?</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe ora condurti in una breve meditazione per spiegarti, facendone esperienza in prima persona, cosa significa scavare in profondità.<br />
Per un momento diventa consapevole che stai respirando, diventa consapevole di te tesso, non del sé concettuale, non della tua storia personale né di qualche immagine di momenti futuri, ma diventa consapevole di te tesso come una presenza cosciente, un campo di presenza cosciente. Pensare non ti aiuta, pensare è un ostacolo, vai più in profondità del pensare e puoi essere completamente sveglio, presente e tuttavia con molto poca attività mentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è l’inizio della realizzazione della tua identità più profonda, che a volte è chiamata identità dell’essenza, e la tua identità essenziale è inseparabile dal momento presente che è l’eterno presente senza tempo, una dimensione più profonda della coscienza con cui ti identifichi nell’ordinario. È questo il significato di «scavare profondamente»: &#8216;trovare quelle incrollabili fondamenta che sono profondamente dentro di te e che sono in ognuno&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">L’avversità è un’opportunità meravigliosa perché l’avversità ti forza ad andare più nel profondo. L’avversità ti forza a risvegliarti alla dimensione più profonda che tu sei. Perché l’avversità ti forza? Perché la vita diventa quasi insopportabile quando vivi solo in superficie. La superficie della percezione dei sensi. Quando ascolti le notizie, quando leggi ogni tipo di cosa e tutti quanti sono in uno stato di paura, è la tua mente concettuale: questa è la casa costruita sulla sabbia, e quando le acque e i venti e la tempesta arrivano, la casa crolla. E questo significa &#8211; poiché sei tu la casa in questa parabola -, che tu sei devastato, in uno stato di estrema ansietà, estrema sofferenza, anche se niente è ancora successo realmente, a meno che tu non abbia contratto una malattia, che è un argomento di cui parleremo una prossima volta. È la tua casa, la casa che sei mentre vivi sulla superficie, è la tua casa costruita sulla sabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure sei capace di scavare e trovare le fondamenta all’interno di te stesso, e questo ti libera dalla paura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, quando le cose vanno bene, è abbastanza normale che per la maggior parte gli esseri umani non vogliano preoccuparsi di andare nel profondo. E perché lo dovrebbero fare? Le cose stanno andando bene, sto pensando alla mia prossima vacanza, il weekend è vicino, oppure c’è qualcosa di buono che sto per mangiare. Questa è la <em>comfort zone</em>, non ho mai sentito che qualcuno si sia risvegliato da questa comfort zone. Non c’è niente di sbagliato nella comfort zone, goditela finché ci sei dentro, durerà per un po’ e poi arriverà qualche forma di avversità, a livello personale o a livello collettivo, piccole avversità oppure a volte grandi di avversità, calamità potenziali, il triste confronto con il fatto della mortalità, qualche grave perdita, una malattia grave, a livello personale; oppure, a livello collettivo, la guerra, le lotte civili, il collasso finanziario, l’invasione del tuo paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto può succedere e nel momento attuale stiamo sperimentando la cosiddetta pandemia, un’avversità collettiva che non sta affliggendo una sola persona, ma milioni di persone contemporaneamente: questo è un invito ad andare più nel profondo, perché se non lo fai allora soffrirai in maniera non necessaria.<br />
Milioni sono in uno stato di paura e ansietà, ma usa questo come un’opportunità per risvegliarti fuori dallo stato di coscienza identificato con la mente che sta continuamente proiettandosi in un futuro su cui tu non hai controllo, che non è mai presente, l&#8217;identificazione della coscienza che è la casa costruita sulla sabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è un’opportunità per arrivare alla realizzazione che tu sei, più profondo di quanto che hai mai conosciuto prima; tu sei forzato ad andare più nel profondo perché non puoi sopportare oltre questa sofferenza, questa infelicità, l’ansietà.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più utile da fare in ogni situazione è comprendere lo stato di coscienza in cui tu ti confronti con la situazione: dovresti fare più attenzione a questo piuttosto che alle notizie o a qualsiasi cosa sia che tu stai ascoltano o vedendo;  certo puoi anche continuare a farlo, ma quale è il tuo stato di coscienza? Questo è qualcosa su cui tu puoi fare qualcosa. Non c&#8217;è molto che tu puoi fare sulla situazione esterna. Puoi prendere precauzioni, puoi aiutare altre persone fino a che è per te possibile&#8230; tutto questo è buono, fai tutte le cose che è necessario che tu faccia, ma in questo momento molte persone sono purtroppo forzate a restare in casa, in un ritiro privato in casa, e questa è un&#8217;opportunità. Così, usa questo tempo prezioso che è qui, perché questo è parte della coscienza dell&#8217;umanità che si sta risvegliando.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra quasi paradossale dire questo: qualcosa che in superficie sembra molto negativo, sembra un ostacolo al benessere dell’umanità, e certo lo è su un livello puramente fisico, e temporaneamente. Ma qualcosa che sembra un ostacolo da un punto di vista convenzionale è in realtà un’opportunità per te di risvegliarti a un livello più profondo o anche possiamo dire un più alto livello di coscienza: non ci risvegliamo quando siamo nella comfort zone, ci risvegliamo quando siamo fuori dalla comfort zone. Non tutti lo fanno, è un’opportunità, se non ti svegli quando non sei più nel tua comfort zone soffri, sei infelice, sei ansioso, sei pieno di paura. non hai trovato la roccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, la differenza tra questa parabola e la vita reale è che nella parabola l’uomo ha già scavato profondamente e ha già costruito la sua casa sulla roccia, e quando arrivano le acque la casa non viene scossa. Nella vita reale spesso questo è il caso invece in cui il vento e le acque che si abbattono sulla casa, cioè  le avversità che arrivano nella vita, ti forzano, se tu non sei già andato in profondità, a farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è troppo tardi per iniziare a scavare, adesso, fronteggiando le avversità.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti di voi sono già nel processo del risveglio, probabilmente la maggior parte di quelli che stanno ascoltando questo messaggio, e che cosa ci sta succedendo ora? È un’opportunità meravigliosa per te di andare nel profondo, per approfondire e accelerare il risveglio, così il più possibile, specialmente quando senti di essere vicino ad uno stato di coscienza di pieno terrore, in uno stato di emozioni terrorizzate, ogni volta che te ne accorgi, allora pensa che in questo momento presente non c’è niente dei cui avere paura e che tu devi verificare su te stesso se questo è vero o no: quando hai paura di qualcosa é qualche immagine di momenti futuri, cioè, «mi prenderò questa malattia? Morirò? O i miei cari se la prenderanno? I miei cari stanno per morire?» Tu immagini che tutto questo può succedere, ma non sta succedendo. Così, ogni volta che ti senti andare alla deriva verso la paura allora realizza: «ho perso il momento presente, ho perso me stesso nella mia mente, nella mente pensante», e le emozioni quindi rifletteranno questa attività mentale. Così, nel momento in cui ti accorgi che sta succedendo questo, dì a te stesso: «ho perso il momento presente, mi sono perso nella mente», e torna nel momento presente. Ci sono alcune cose che sono d’aiuto in questo; ad esempio, la consapevolezza che stai respirando, la consapevolezza del campo di energia nel tuo corpo, il corpo è vivo; questa energia vitale che pervade il corpo, sentila, stai respirando, stai sentendo la vita che è nel corpo, sei consapevole della percezioni dei tuoi sensi, ti guardi intorno: tu sei presente, e allora diventi consapevole di questo presente che è inseparabile da quello che tu sei, questo presente che è inseparabile da ciò che tu sei.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una realizzazione fantastica: il presente è più profondo del passato. Devi trovare questa realizzazione, forse l&#8217;hai già trovata ma non è abbastanza profonda. Così, questo è un tempo di grande opportunità, usalo, non sprecarlo! C’è un detto che recita: «quando l’ego piange per quello che ha perso, lo spirito gioisce per quello che ha trovato». Ecco, quello che sembra brutto in superficie ha una funzione essenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlerò con voi ancora, presto, nel frattempo siate qui, siate presenti, non perdete voi stessi nella mente, non perdete voi stessi nella paura, trovate e siate radicati in questa roccia che è la vostra identità essenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie</p>
<p style="text-align: justify;">Eckhart Tolle</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nota Biografica</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Eckhart Tolle, è un insegnante spirituale e un autore (The Power of Now, A New Earth) nato in Germania e formatosi nelle università di Londra e Cambridge. All&#8217;età di 29 anni, una profonda trasformazione interiore ha radicalmente cambiato il corso della sua vita. Gli anni successivi furono dedicati alla comprensione, all&#8217;integrazione e all&#8217;approfondimento di quella trasformazione, che segnò l&#8217;inizio di un intenso viaggio interiore. Successivamente, ha iniziato a lavorare a Londra con singoli e piccoli gruppi come consigliere e insegnante spirituale. Al centro degli insegnamenti di Eckhart Tolle c&#8217;è la trasformazione della coscienza, un risveglio spirituale che vede come il prossimo passo nell&#8217;evoluzione umana. Un aspetto essenziale di questo risveglio consiste nel trascendere il nostro stato di coscienza basato sull&#8217;ego. Questo è un prerequisito non solo per la felicità personale ma anche per la fine della violenza sul nostro pianeta.</p>
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