MUSEO DELLE GENTI D’ABRUZZO


IL MUSEO: capire l'Abruzzo ripercorrendo 4000 anni
“Il destino degli uomini nella regione che da circa otto secoli viene chiamata Abruzzo è stato deciso principalmente dalle montagne ......gli abruzzesi sono rimasti stretti in una comunità di destino assai singolare, caratterizzata da una tenace fedeltà alle loro forme economiche e sociali anche oltre ogni pratica utilità, il che sarebbe inesplicabile se non si tenesse conto che il fattore costante della loro esistenza è appunto il più primitivo e stabile degli elementi: la natura”. (Ignazio Silone, introduzione al volume "Abruzzo e Molise", Touring Club, Milano, 1948)

LE SALE
Il Museo traccia la storia dell’uomo in Abruzzo dal suo primo apparire come cacciatore paleolitico sottolineando il contributo offerto dalle tribù Italiche all’affermazione di Roma, ed una rapida sintesi evidenzia quanto di questo passato si sia tramandato fino a noi in termini di costumi, credenze, luoghi di culto, produzioni, oggetti, forme. Tema centrale del Museo, articolato in 13 grandi sale espositive, è infatti il concetto di continuità, di persistenza culturale.
L'EDIFICIO
Il Museo delle Genti d’Abruzzo si trova all’interno dell’edificio delle caserme borboniche lungo il fiume Pescara. Il piano superiore, settecentesco, fu costruito sul seminterrato che apparteneva alla cinquecentesca fortezza di Pescara. Questi locali nell’Ottocento furono adibiti a bagno penale del Regno delle Due Sicilie, per i detenuti politici. Infatti, dal 1850 al 1860 vi furono imprigionati molti esponenti del Risorgimento abruzzese. In questo carcere, i giovani rivoluzionari venivano incatenati in coppia con i detenuti per reati comuni, per aumentare la loro pena.

http://www.gentidabruzzo.it